#unavitainritardo: No Problem Flights incontra gli Igers viaggiatori 

E’ un dato di fatto statistico: più spesso si viaggia, più è probabile incappare in disagi come ritardi volo, voli cancellati o casi di overbooking. E ai ritardi e le perdite di tempo del quotidiano si sommano quelli che più un viaggiatore teme.

No Problem Flights si prende cura del vostro viaggio quando è andato tutto storto, vi aiuta a consolarvi per quelle controversie per cui, a causa della compagnia aerea, quel che avevi sognato nelle migliori delle ipotesi si trasforma in un fastidioso contrattempo, nella peggiore in un incubo.

Ma questo già lo sappiamo; quel che non sappiamo è chi siete dietro i profili virtuali e social, cos’è davvero il viaggio per voi, ascoltare il racconto del sogno e dell’incubo. Perciò abbiamo pensato di sondare la rete dei Social Network, e abbiamo scelto Instagram, la piattaforma che meglio di altre al momento interpreta e racconta il viaggio attraverso immagini fantastiche e soprattutto le vostre storie.

Siete tantissimi: viaggiatori per lavoro, per passione, per travel blogging, e ogni profilo è tante storie da conoscere assolutamente. Oggi vi presentiamo quattro Igers viaggiatori che abbiamo intervistato: venite a scoprirli con noi? Sono:

  • Nastasja Roberto (@nastasja_ro), Sommelier e Food & Beverage Manager che spesso viaggia per scoprire posti e sapori, emozioni per il palato oltre che per gli occhi;

1 - Cosa significa il viaggio per te?

E’ la prima domanda che gli abbiamo posto. Una domanda non semplice né scontata se è vero che “La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte”.

Un po’ l’idea espressa dai nostri Igers in viaggio, infatti.

Viaggiare per me è sinonimo di vivere.” dice Elisa “Non sarei la stessa persona se non viaggiassi, se non mi riempissi gli occhi di bellezza e la testa di curiosità. Viaggiare è l'unico modo per vivere più vite, per imparare sempre qualcosa di nuovo, per abbattere i pregiudizi e la routine. Quando viaggio sono me stessa al cento per cento, posso esprimere la mia creatività, posso organizzare il mio tempo e riprendermelo, vivendolo appieno.”

Viaggiare per essere, per scoprire la bellezza e riprendersi il proprio tempo: una scelta di vita niente male!

Nastasja ne approfitta per conoscere a fondo luoghi, persone e tradizioni.

Essere viaggiatore per me significa, oltre che godere delle bellezze architettoniche e paesaggistiche dei Paesi visitati, vivere davvero i luoghi visitati,” ci racconta “considerare il viaggio come un’avventura con il desiderio di sperimentare una full immersion anche nelle usanze e nelle tradizioni, ascoltare le storie della gente locale, mangiare il loro cibo, scoprire sapori nuovi, le storie che nascondono, modi di presentare il cibo e di emozionare: è così che amo immergermi nei posti e lasciarmi ispirare anche per il mio lavoro!

Per le sorelle Gloria e Sonia il viaggio è anche un viaggio dentro di sè, un “incontrarsi” e un modo per condividere cose: quando viaggio e famiglia fanno rima, insomma.

"Abbiamo vissuto lontane tanto tempo. Per noi viaggiare significa incontrarsi, passare del tempo insieme e condividere emozioni. È un modo per rimanere in contatto e farlo rompendo gli schemi, esplorando sempre posti diversi. Il punto non è solo prendere un aereo e andare a “visitare” un’altra città. Per noi viaggiare è una lezione faccia a faccia con la vita.

In ogni luogo che visitiamo cerchiamo di allontanarci il più possibile dai percorsi prettamente “turistici”, perché non sono realistici. Viaggiare significa spostare l’asticella dei miei orizzonti un po’ più in là, scoprire quanta diversità c’è nel mondo e di quanto, nonostante questo, gioiamo e piangiamo per le stesse cose. Viaggiamo per scoprire quante cose abbiamo in comune con il resto del mondo."

2 - Qual è stata la meta più memorabile, e quella che ancora sogni.

Il senso del viaggio è il movimento, e ciò che accomuna i viaggiatori è la difficoltà a restare fermi: non fanno in tempo a disfare la valigia che sono già pronti a partire di nuovo… E mantenere vivo il sogno è importante quanto averne sempre uno da realizzare.

Un’idea che Nastasja ha molto chiara in testa:

La metà più memorabile è stata l’affascinante Valencia... quelle dei sogni comprendono il mondo intero che devo ancora esplorare!” 

Elisa invece, sognando l’Africa, ama spingersi oltre i suoi limiti.

La meta più memorabile forse è stato il Messico.” ci racconta “Da una neanche venticinquenne senza un lavoro fisso, non se lo aspettava proprio nessuno. Ma in realtà in ogni viaggio che ho fatto, ho avuto la sensazione di essere riuscita a spingermi un po' più in là: al di là delle mie certezze, della mia comfort zone, anche al di là dei miei sogni: è stato così per un on the Road avventuroso in Marocco e uno in Giordania, per il viaggio in Giappone e per quello in Turchia, ma anche per un intero mese di viaggio giù per l'Italia e pochissimi soldi. La meta che ancora sogno è l'Africa vera, quella dei safari e della savana.

Per Gloria e Sonia, invece, ancora ricordi e sogni all’insegna della “famiglia”: ricordi e occasioni per vivere insieme emozioni, che si ancorano alla tradizione con l’entusiasmo del “gioco” del viaggio. 

"La meta più memorabile è stata di sicuro Porto. Non passavamo del tempo insieme da mesi ed entrambe amavamo l’idea di passare del tempo esplorando il Portogallo, una terra così calorosa e colorata e piena di storia. Un posto in cui divertirci perdendoci per la città, senza troppi itinerari o costrizioni. E poi fermarci stanche e affamate a divorare chili di baccalà cucinato in ogni modo (abbiamo un po’ esagerato in realtà), un piatto che ci ricorda molto casa e la famiglia. Bere Porto nelle meravigliose cantine sulla riva del Duero e finire a cantare a squarciagola sulla sponda della Ribeira con artisti di strada. Un’altra attività che amiamo fare è il Pub Crawl, col quale riusciamo a girare in una sola sera tutti i locali di Porto, saltando anche le file e facendoci guidare dai ragazzi portoghesi.

La meta che sogniamo è l’Islanda. Perderci tra geyser e ghiacciai. Alzare gli occhi e vedere l’aurora boreale. Questo è il viaggio che più di tutti vorremmo fare insieme"

3 - Ritardo aereo, cancellato o overbooking? Ti ha rovinato le vacanze? Com’è stato e cosa hai fatto?

Eh, sì, specie per chi viaggia spesso il disagio aereo è dietro l’angolo: come l’avranno vissuto le nostre Igers in viaggio? Le risposte vi sorprenderanno!

 

Ritardi, voli cancellati o overbooking mi hanno permesso di fermarmi a pensare e di vivere anche l’aeroporto come un luogo affascinante” confessa Nastasja “Addii, lacrime, baci, speranze, preoccupazioni ma anche gioie di arrivi, felicità e scambi interculturali. Perché anche le attese rendono l’arrivo pieno di emozioni! Devo però dire che l’ultima volta che mi è capitato un volo cancellato, ottenere poi un indennizzo, grazie proprio a No Problem Flights, non è stato affatto male… ovviamente li ho reinvestiti subito in un altro viaggio!”

E se l’imprevisto diventasse un’occasione per scoprire nuove cose e posti? Uscire dal seminato dei piani prestabiliti può essere un buon programma di viaggio… com’è capitato ad Elisa: “Proprio la scorsa estate, mentre ero in Corsica, mi ha contattato la compagnia aerea dicendo che il mio volo, di due giorni dopo, era stato annullato causa sciopero. Spinta dalla mia consueta e inseparabile serendipità, ho dirottato i miei dieci giorni invece che a Maiorca, a Parigi, scelta che poi si è rivelata vincente!”

Certo, in caso di sciopero non è possibile ottenere un indennizzo dalla compagnia, ma Elisa ha saputo comunque reinventarsi una soluzione in questo caso vincente.

Anche per le sorelle Elicio, il ritardo aereo è stata un’avventura da “ricordare”.

"In realtà siamo sempre stata molto fortunate sotto questo punto di vista (per scaramanzia, non lo vogliamo neanche dire), infatti ci è capitato solo una volta che il nostro aereo facesse ritardo. Era la prima volta in tutta la nostra vita che prendevamo un aereo, avevo più o meno 14 anni e Gloria 12 ed eravamo dirette a Bodrum per una vacanza di famiglia. Facemmo scalo ad Istanbul per prendere questo volo charter che ci avrebbe portate a Bodrum, ma fece un ritardo di circa 8 ore.

Ora, immagina due bambine che si ritrovano per la prima volta in un aeroporto enorme come quello di Istanbul, di sera. Eravamo super felici e credevamo di essere Indiana Jones. Correvamo, giocavamo, saltavamo. Non abbiamo dormito tutta la notte. Ripensandoci però, ricordando la stanchezza di nostra madre, pensiamo che per lei non sia stata tutta questa passeggiata di salute. La nota positiva è che questo non ha rovinato minimamente la nostra vacanza. L’ha soltanto ritardata di 8 ore, il che non è una cosa che auguriamo ad un viaggiatore, ma poteva andare molto peggio."

Certo, un ritardo di 8 ore in un grande aeroporto e da adolescenti al primo volo è molto diverso se vissuto da adulti, forse; e se fosse accaduto non oltre i due anni fa avrebbero potuto chiedere un indennizzo volo, magari tramite No Problem Flights…

Eccoci arrivati in fondo a queste piccole interviste che ci hanno mostrato un po’ più da vicino le persone, oltre i profili Instagram, che amano viaggiare: per approfondire passioni e lavoro, per vivere la famiglia, per vivere scoprendo posti, bellezza e tradizioni. E’ venuta voglia di viaggiare anche a voi? Cosa sarebbe, in tal caso, il vostro viaggio e come pensereste di affrontare avventure e disagi volo in corso? 

Ci aggiorniamo alla prossima “puntata” con altri Igers selezionati per voi, da seguire conoscere e da cui lasciarsi ispirare!

 

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